Comunicato Stampa del 2 ottobre 2009
Maruska Piredda – Responsabile del Dipartimento Lavoro in Lombardia
Italia dei Valori Lodi, si complimenta con Maruska Piredda per l’incarico di Resposanbile Regionale del Dipartimento Tematico Lavoro-Welfare per la Lombardia
Maruska avrà il compito di collegare il dipartimento nazionale diretto da Maurizio Zipponi con il territorio regionale e provinciale scambiando continuamente idee, esperienze ed iniziative.
Dopo la positiva collaborazione alle ultime elezioni europee, nel corso della quale ne abbiamo apprezzato le capacità e la voglia di fare, la IDV Lodi collaborerà assiduamente con Lei per affrontare nel miglior modo e nell’interesse dei cittadini le tante emergenze di questo nostro territorio.

Nomine Dipartimenti Tematici Regione Lombardia
"I dipartimenti rispondono al proprio coordinatore di riferimento"
on. Antonio Di Pietro
Dipartimento Infrastrutture, Ambiente, Territorio, Energia
Responsabile : Dr Riccardo Rocca rfrocca@tin.it
Arch. Gianni Castellani, info@giannicastellani.it
Impr. Enea Disconzi, e.disconzi@tin.it
Avv. Mauro Gallo, avvocato.mauro.gallo@hotmail.it
Arch. Roberto Maccabruni, mac.rob@libero.it
Ing. Flavio Novelli, novelli.flavio@gmail.com
Arch. Antonio Svanosio, asvan.geo@tin.it
Dipartimento Turismo
Responsabile: Dr Ivan Perriera, i.perriera@italiadeivalori.it
Ing. Mauro Buti, mauro_buti@hotmail.com
Impr. Michele Contessa, legnano.cantoni@lastminutetour.com
Dipartimento Expo 2015
Responsabile: Raffaele Grassi, Consigliere Comune di Milano, Raffaele.Grassi@comune.milano.it:
Ing. Mauro Buti, mauro_buti@hotmail.com
Dipartimento Lavoro e Welfare
Responsabile: D.ssa Maruska Piredda, maruskapiredda@gmail.com:
Dr Andrea Bagaglio, andreabagaglio@yahoo.it
Dr Gaspare Liuzza, gliuzza@inwind.it
Sig. Michele Monaco, michele.monaco54@alice.it
Funz. Parasaliti Carlo, carlo.parasaliti@fastwebnet.it
UFFICIO STAMPA & COMUNICAZIONE - ITALIA DEI VALORI - LOMBARDIA

31 Marzo 2010
Maruska Piredda eletta in Liguria, la soddisfazione dell'Italia dei Diritti :
Le congratulazioni del presidente del movimento, Antonello De Pierro. Ottimo anche il piazzamento della viceresponsabile ligure dell'Idd, Patrizia Muratore Genova, 30 marzo 2010 - "Sono molto soddisfatto del fatto che Maruska entra a far parte del Consiglio Regionale della Liguria, una Regione a me molto cara. E sono certo che ha tutte le capacita・e le competenze per svolgere al meglio questo mandato. La considero uno dei migliori esponenti del nostro movimento a cui ha sempre apportato un indiscutibile e valido contributo. Da parte mia e di tutta l'Italia dei Diritti giungono a lei i migliori auguri di buon lavoro nell'interresse supremo della collettivita・. Con questo messaggio augurale Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti, saluta l'elezione in Liguria nella lista di centrosinistra guidata da Claudio Burlando, di Maruska Piredda, che nel movimento sorto a difesa del cittadino riveste la duplice carica di viceresponsabile per la Lombardia e di responsabile nazionale per i Trasporti. "E' stata una vittoria su tutti i fronti - dichiara a caldo la Piredda - ringrazio tutti coloro che hanno collaborato per ottenere questi risultati strabilianti. In una giornata di gioia come oggi anche le polemiche nate intorno alla mia candidatura lasciano oramai il tempo che trovano, poiche・i cittadini hanno capito e hanno premiato l'impegno e la dedizione al lavoro, anzich・l'attaccamento ad una poltrona. Sfortunatamente - aggiunge la Piredda - l'altra vincitrice di questa tornata elettorale e・stata la Lega. Il suo exploit si traduce in una vera e propria batosta per il Pdl, che nel frattempo continua a dichiararsi vincitore. Questo perche・i partiti tradizionali non sono riusciti a mettere in campo un leader carismatico e convincente. Ora - conclude l'esponente del movimento - riflettiamo attentamente sugli esiti di queste elezioni e prepariamoci a lavorare nel migliore dei modi". Ottimo anche il risultato ottenuto da Patrizia Muratore, viceresponsabile ligure dell'Italia dei Diritti, prima fra i non eletti nella lista che la ospitava, che molto probabilmente entrera・in Consiglio Regionale occupando il posto lasciato libero da chi andra・a ricoprire gli incarichi governativi.
P.S. Mi permetto di aggiungere i miei più sentiti Auguri a Maruska Piredda ed i complimenti per l'ottimo risultato comunque ottenuto da Carmen Patrizia Muratore. Una grande Italia dei Valori in Liguria degnamente rappresentata da esponenti di rilievo dell'Italia dei Diritti-Un caro saluto Maurizio Ferraioli Responsabile Regionale Liguria -Italia dei Diritti

Corriere della Sera > Archivio > Maruska hostess dipietrista contesa tra Burlando e Penati
È NEI LISTINI, L' IRA DELLE DONNE IDV
Maruska hostess dipietrista contesa tra Burlando e Penati
MILANO - «Poca teoria e tanta pratica», si legge sull' home page del suo sito. È stata lei a mettercelo lì. Perché anche se la considerano «una paracadutata» apostrofandola come la «cocca di Di Pietro», Maruska Piredda punta a scontare il peccato di un faccino da cerbiatta rivendicando una sana testardaggine: «Ho ancora tanto da imparare ma sono un' entusiasta della politica e credo di poter essere utile». Trentatré anni, icona fotografica nella stagione della protesta Alitalia contro Cai, fondatrice dell' Alvip (la prima associazione italiana a tutela delle vittime del precariato), folgorata sulla via delle scorse Europee dall' Italia dei valori e dal carisma del Tonino nazionale che l' ha voluta a capo del dipartimento Lavoro-Welfare, oggi Maruska si prepara a una super campagna elettorale. È candidata in Liguria con Burlando e in Lombardia con Penati, nei listini da otto che in caso di vittoria eleggono automaticamente i consiglieri regionali. Soprattutto in Liguria, il suo nome fa storcere il naso a donne e uomini di partito che avrebbero preferito scelte locali e di provata esperienza. In sua difesa, però, interviene direttamente Di Pietro: «Al primo posto abbiamo sempre messo la tutela del diritto al lavoro. Noi i lavoratori non li abbandoniamo ma facciamo eleggere i loro rappresentanti, come la Piredda, nelle istituzioni. Le signore che in Liguria si lamentano dimenticano di avere già ruoli importanti, e ancora di più ne avranno in futuro». Da parte sua, la hostess pensa a lavorare e respinge le accuse: «Io blindata? Se fosse vero non correrei dove le speranze di vittoria del centrosinistra sono minime». Elsa Muschella RIPRODUZIONE RISERVATA
Muschella Elsa
Pagina 8
(22 febbraio 2010) - Corriere della Sera
http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/22/Maruska_hostess_dipietrista_contesa_tra_co_8_100222025.shtml

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/25/idv-nella-bufera-la-rabbia-di-di.html
Idv nella bufera, la rabbia di Di Pietro 'La signora Maruska non è una velina'
Repubblica — 25 febbraio 2010 pagina 4 sezione: GENOVA
NON si offende così una donna, una moglie, una madre. Una dirigente politica, non una velina. Antonio Di Pietro, leader dell' Italia dei Valori, rivendica la scelta di candidare nel listino del presidente Burlando, Maruska Piredda, 32 anni, ex hostess precaria in Alitalia, ora responsabile per il nord del dipartimento lavoro dell' Idv. In caso di vittoria, garantisce, si trasferirà in Liguria con tutta la famiglia. Nega che l' Idv rischi di perdere consenso, a chi contesta e vanta il sostegno di De Magistris, ribatte: «Credo proprio abbia cambiato idea». Presidente Antonio Di Pietro, in Liguria dicono che lei abbia voluto fare un regalo a Biasotti candidando Maruska. «Intanto ho candidato la signora Maruska Piredda». Giusta precisazione. Ma perché l' ha fatto? «Trovo umiliante vedere uomini di partito umiliare così, a loro volta, una donna, una madre, una moglie, e la responsabile del dipartimento Lavoro dell' Idv per il nord. La signora Piredda non è una velina, rappresenta il mondo dell' associazionismo, del precariato, è una risorsa». Si sente umiliato per i toni usati? «Per lei, per come è stata trattata, per suo marito, che a sua volta è con l' Idv, per suo figlio. Sono convinto che dobbiamo valorizzare il mondo femminile, sto lanciando altre candidature per i listini, in Piemonte, in Lazio». Torniamo alla Liguria, parte dell' Idv di Spezia si è ribellata, con candidati che hanno lasciato. Questi sono fatti. «La candidatura di Maruska Piredda non toglie nulla alle altre potenzialità. Se si vince, le altre realtà provinciali avranno un loro ruolo. E poi c' è la signora Ilaria Beretta». Sembra più gradita, forse perché è nata a Genova. «Nata, certo, ma la sua vitaè altrove. Ilaria Beretta è stata candidata alle Europee, poi è venuta nella mia segreteria, ora è in lista e nobilita la presenza femminile, senza nulla togliere agli altri». Luigi De Magistris sembra abbia approvato la ribellione di parte degli spezzini. «Sono convinto che abbia cambiato idea,e comunque la signora Piredda è una dirigente dell' Idv da prima di molta gente della Spezia». Queste sono elezioni regionali, richiedono un impegno costante sul territorio. «E la signora Piredda si impegnerà con tutta se stessa, e si trasferirà con marito e figlio. E' un impegno che abbiamo fatto firmare a tutti gli iscritti che provengono dalla società civile» Presidente Di Pietro, nessun timore che l' Idv perda consensi? «I voti si perdono se, con superficialità e egoismo, si pensa solo a se stessi. Abbiamo voluto rinnovare, chi è stato scelto non poteva avere una base elettorale, da qui la decisione sui listini». - WANDA VALLI

Elezioni regionali/Gli eletti nel listino di Burlando
Liguria. Oltre ai candidati al Consiglio Regionale che hanno ottenuto più preferenze dall'elettorato, nella nuova giunta approderanno anche i componenti del "listino" di Claudio Burlando: ad entrare in Sala Verde saranno Rosario Monteleone, Giacomo Conti, Alessio Cavarra, Giancarlo Manti, Lorena Rambaudi, Massimo Donzella e Maruska Piredda.

Cervo: incontro dell'Idv sul tema del precariato
Martedì 23 Marzo 2010 08:30
Imperia - News
Si è svolto ieri sera a Cervo, nei locali del circolo IDV Falcone e Borsellino di Imperia, un'assemblea straordinaria nella quale i soci e i simpatizzanti del circolo hanno potuto incontrare e discutere con Maruska Piredda, candidata consigliere regionale inserita nel listino di Claudio Burlando. L'incontro - fortemente voluto e organizzato dal presidente del circolo Mauro Delucis - si è rivelato molto interessante e ha permesso a tutti gli intervenuti (tra i quali alcuni membri del direttivo provinciale del partito) di apprezzare le opinioni e la disponibilità al dialogo della signora Piredda. Durante il suo intervento l'ospite ha parlato principalmente di problematiche legate al mondo del lavoro, anche perché è l'argomento in cui è coinvolta più direttamente essendo il presidente dell'Associazione Lavoratori Vittime del Precariato e ha spiegato ai presenti come il governo berlusconi stia sempre di più svilendo la figura del lavoratore cercando di renderlo un semplice strumento nelle mani dell'imprenditore che potrà usarlo e poi gettarlo via quando non gli servirà più. Tutto questo si verifica soprattutto tramite il cambiamento surrettizio dell'articolo 18 messo in cantiere dal governo, tramite la creazione degli arbitrati per dirimere le cause di lavoro e tramite la creazione di nuove tipologie di contratti che non assicurano alcuna protezione per il prestatore d'opera.

CORRIERE DELLA SPEZIA
Liguria.
L’assessore regionale alle politiche sociali, Lorena Rambaudi e la consigliera regionale Maruska Piredda, presidente della commissione Pari Opportunità esprimono a nome della Regione Liguria la loro solidarietà a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana incarcerata e condannata alla lapidazione per adulterio. Le due esponenti della Regione Liguria si uniscono al coro di personalità del mondo politico e culturale che chiedono di evitare la morte a Sakineh e porre fine ad un’orrenda barbarie che si perpetua contro le donne. Un’indignazione che Rambaudi e Piredda esprimono a nome di tutte le donne e della Regione Liguria e a favore del rispetto dei diritti umani, della dignità e della libertà femminile. Perché – dicono le due esponenti regionali liguri – è dovere di tutte le forze politiche e sociali far sentire la loro voce contro una sistematica violazione dei diritti umani in Iran e per ribadire l’importanza della salvaguardia delle libertà fondamentali che prevede anche l’abolizione della pena di morte”.

27/09/2010
Piredda: ‹‹Subito un piano di risanamento e di rilancio del Carlo Felice››
Ci auguriamo che il Cda del Carlo Felice presenti al più presto un piano di risanamento e di rilancio del teatro, condizione indispensabile e necessaria affinché i lavoratori possano trovare rassicurazione su quello che potrà essere il loro percorso lavorativo negli anni a seguire.
La proposta che ad oggi è pervenuta alle parti sociali, infatti, non è stata accompagnata da alcun progetto di più ampia prospettiva che possa finalmente consentire l’apertura di un tavolo che garantisca una contrattazione plurilaterale. Questa è la speranza che abbiamo noi dell’Italia dei Valori e per cui ci batteremo nelle sedi opportune affinché si possa arrivare quanto prima ad un accordo condiviso tra le parti.
Maruska Piredda Maurizio Zipponi
Consigliere Regionale Italia dei Valori Responsabile Nazionale Lavoro IdV

Comunicato sulla caccia
I consiglieri regionali di Italia dei Valori non nascondono un certo rammarico dovuto all’approvazione della modifica al calendario venatorio che consente la caccia anche mezzora dopo il tramonto.
«Non possiamo che prendere atto dell’introduzione di una normativa regionale che è palesemente in conflitto con la legislazione nazionale e che pertanto è da ritenersi illegittima e incostituzionale» hanno dichiarato in una nota congiunta i tre esponenti IdV Nicolò Scialfa, Maruska Piredda e Stefano Quaini.
«Qui non è solo questione di essere pro o contro l’attività venatoria, - hanno aggiunto - il fatto su cui riflettere è che, attraverso la votazione di questa mattina, il Consiglio Regionale della Liguria ha licenziato una norma illegittima sotto il profilo giuridico e che si dimostrerà rischiosa nella sostanza perché, oltre ad aumentare il rischio di abbattimento di specie protette a causa della loro minore riconoscibilità nelle fasi crepuscolari, potrebbe anche incrementare la possibilità di gravi incidenti dovuti all’utilizzo di armi da fuoco in orari a scarsa illuminazione.»

Pisapia si aggiudica le primarie a Milano, la Piredda critica il Pd
La viceresponsabile della Lombardia dell’Italia dei Diritti: “Chi siede in una posizione privilegiata non guarda più da dove è venuto e perde di vista chi sono gli interlocutori”
Milano, 16 novembre 2010 – “Il Partito Democratico deve fari i conti, ancora una volta, con un risultato che non aveva previsto e che, di certo, non si augurava”, questo il primo commento di Maruska Piredda, viceresponsabile lombarda dell’Italia dei Diritti, sull’esito delle primarie indette dal centrosinistra per designare il candidato della coalizione alle prossime elezioni comunali milanesi.
“Credo – ha aggiunto la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – che questo sia un segnale molto forte, che deve valere come monito per l’intera politica. Troppo spesso, infatti, - ha proseguito - si perde il collegamento con la base, il filo diretto con i bisogni reali dei cittadini e, quando si siede in una posizione privilegiata, non si guarda più da dove si è venuti e chi sono gli interlocutori.”
Quanto alla decisione del segretario regionale Maurizio Martina, del segretario cittadino Roberto Cornelli e del capogruppo Pierfrancesco Majorino di rimettere i propri mandati, la Piredda ha dichiarato: “È sicuramente un atto di coerenza politica e di grande responsabilità”.

Congresso Nazionale a Vasto Settembre 2010
http://www.radioradicale.it/scheda/311123/5-incontro-nazionale-dellitalia-dei-valori-intervista-a-maruska-piredda-una-rete-libera-e-democratica

COMUNICATO STAMPA
Edilizia sui rifiuti tossici a Milano, il monito della Piredda
La viceresponsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti: “Ci troviamo di fronte ad un esempio plateale di malapolitica”
Milano, 12 novembre 2010 �“ Nell’area dell’ex cava-discarica di Geregnano, ai confini ovest della città, tra i nuovi centri direzionali in costruzione e il capolinea della metropolitana di Bisceglie, si sta consumando l’ultimo caso di appalti e concessioni edilizie troppo facili. Difatti, l’area è stata sottoposta ai sigilli della Procura in quanto dagli hotspots piazzati a campione sui terreni, emerge l’elenco dei veleni su cui dovevano sorgere due torri d’appartamenti di 30 piani, un gruppo di uffici di 40 piani, un asilo nido e una scuola materna. Il risultato delle rilevazioni è sconcertante: dibromoetano 1.2, tricloropropano 1.2.3, stirene. Tutte sostanze altamente tossiche e nocive.
Il monito della viceresponsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti, Maruska Piredda, è chiaro: “La politica collusa di questo caso risponde a delle logiche di puro soddisfacimento di quell’elettorato che ha contribuito in maniera decisiva alle campagne elettorali. È impossibile dare concessioni in zone ancora da bonificare e, partendo dal presupposto che chi fa politica è in grado di fare dei ragionamenti logici, evidentemente le motivazioni di scelte di questo tipo sono altre”.
L’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro denuncia inoltre “la drammaticità del fatto. In questo modo la fiducia dell’elettorato viene così disattesa lavorando solamente a discapito dei cittadini. Il ragionamento successivo è chiaro: se questi sono i risultati, ci chiediamo a cosa serve questa politica. Soprattutto viene da domandarsi chi ne trae beneficio, se vengono fatte delle scelte di questo tipo che portano a chi fa politica, come risultato, quello di continuare a farla senza limitazioni”.
Negli anni passati erano già state fatte varie segnalazioni e indagini (un’inchiesta comunale del 1998-99, un parere della Regione Lombardia del 2002, le sospensive e le richieste di integrazione della Conferenza dei servizi) che denunciavano gli alti rischi e ammonivano l’edificazione su quel territorio. A tal proposito, la Piredda conclude commentando che: “Il terreno nocivo era già stato segnalato in precedenza, e gli stessi Comune, Provincia e Regione non riescono a mettersi d’accordo, delegando a vicenda le responsabilità di tale episodio verso quell’elettorato che lo ha legittimato”.
Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Addetti Stampa
Elisabetta Marchesini �“ Silvestro Bellobono
Capo Ufficio Stampa
Fabio Bucciarelli
Via Virginia Agnelli, 89 - 00151 Roma
Tel. 06-97606564; cell. 347-7463784
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"Dalla Regione il sussidio a disoccupati e precari"
La Stampa 24/11/2010
GENOVA/LA PROPOSTA DI SEL, IDV E FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
ALESSANDRA PIERACCI
GENOVA
«Il bilancio della Regione è decimato ma aiutare disoccupati, precari, soggetti a rischio di esclusione sociale è assolutamente necessario» dice Matteo Rossi (Sel). «Ormai gli ammortizzatori sociali coprono solo il 30% della forza lavoro» aggiunge Maruska Piredda (Idv). «Speriamo che la nostra iniziativa possa essere apripista a livello nazionale» dichiara Alessandro Benzi (Federazione della sinistra). I consiglieri regionali di Sel, Idv e Federazione della sinistra hanno infatti presentato una proposta di legge per garantire un reddito minimo a disoccupati, inoccupati, lavoratori precari, lavoratori senza stipendio, grazie a un investimento di 14 milioni e mezzo tale da consentire un massimo di 7 mila euro l'anno per duemila liguri in difficoltà.
E annunciano per il 26 novembre un convegno sulle problematiche del lavoro che si terrà in Valbormida, zona particolarmente segnata dalla crisi industriale. «E' vero che la Regione è in una situazione difficile, penalizzata dai tagli, ma occorre aprire un capitolo di spesa per dare risposta alle fasce più deboli» dicono i firmatari della proposta, oltre a Rossi, Benzi e Piredda anche Nicolò Scialfa, Giacomo Conti e Stefano Quaini, che si rifanno a quanto già attuato dalla Regione Lazio, durante la precedente amministrazione, che ha visto uno stanziamento triennale di 130 milioni.
L'obiettivo è quello di contrastare la diseguaglianza sociale rafforzando le politiche per il sostegno economico (il prossimo passo sarà la sollecitazione di una convenzione tra Regione e Università per cure odontoiatriche a chi non si può permettere il dentista). Secondo la proposta, al momento della domanda i soggetti interessati dovranno essere residenti in Liguria da almeno 24 mesi, essere iscritti nell'elenco anagrafico dei centri per l'impiego (ad eccezione dei lavoratori privi di retribuzione), avere un reddito personale imponibile non superiore a ottomila euro nell'anno precedente la presentazione dell'istanza, non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico.
Per i disoccupati e gli inoccupati il reddito minimo dovrebbe concretizzarsi in somme non superiore appunto ai 7 mila euro l'anno, rivalutate sulla base degli indici sul costo della vita elaborati dall'Istat. Per i lavoratori precari e quelli privi di retribuzione la somma, sempre entro i 7 mila euro, verrebbe calcolata tenendo conto del criterio di proporzionalità riferito al reddito percepito nell'anno precedente per un totale non superiore agli 8 mila euro.

REGIONE LIGURIA: impugnazione legge sulla caccia: intervento dell’Idv
“Al di là di una necessaria riflessione sul merito, avendo a suo tempo licenziato una norma rischiosa sia per l’abbattimento di specie protette sia a causa della possibilità di gravi incidenti dovuti all’utilizzo di armi da fuoco in orari a scarsa illuminazione, il fatto su cui riflettere, però, è che la disposizione regionale è stata approvata nonostante la consapevolezza che essa fosse palesemente in contrasto con la norma statale di riferimento contenuta nella legge quadro sul prelievo venatorio n.157/1992″. Così i consiglieri regionali dell’Idv Maruska Piredda e Stefano Quaini intervengono sulla legge regionale per la caccia impugnata dal Consiglio dei Ministri. Tale legge modifica la vigente normativa regionale sul calendario venatorio, introducendo la possibilità di cacciare la selvaggina migratoria fino a mezz’ora dopo il tramonto.
“La Corte Costituzionale con sentenza n. 391/2005 si era già espressa a riguardo, dichiarando l’illegittimità di analoghe disposizioni di altre regioni. Tutto questo è stato più volte ricordato ai colleghi Consiglieri in aula, ma a nulla sono valse tutte le parole spese in merito. C’è da domandarsi, allora, a cosa sia servito impegnare i lavori del consiglio e delle commissioni per giorni e giorni, quando probabilmente già si sapeva quale sarebbe stato l’esito di questa vicenda. Tutta l’effervescenza di quei giorni era funzionale ad un goffo ammiccamento, ad un banale occhiolino strizzato ai cacciatori?”.
“In queste circostanze è opportuno interrogarsi sull’opportunità di certe prese di posizione che sottraggono tempo prezioso a discussioni sicuramente più proficue, dando vita a uno sterile teatrino finalizzato unicamente a racimolare qualche voto in più. In questi termini, l’Italia dei Valori non può che esprimere il proprio rammarico nel vedere un’assemblea in fibrillazione per promuovere una norma che si sapeva essere col timer, un proclama inutile pronunciato solo per dare l’impressione di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale” conclude la nota.

dalla parte dei cittadini
Coordinamento Regionale IdV Liguria Via XX Settembre 2010 – 16128 Genova
Tel. 010 5484712 – italiadeivalori@regione.liguria.it
COMUNICATO STAMPA
25 novembre 2010 - Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne
Le donne di Italia dei Valori, in occasione del25 novembre, Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne, chiedono con forza che si attivino specifiche azioni di contrasto e di prevenzione contro ogni forma di violenza di genere.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una donna su cinque ha subito, nella sua vita, abusi fisici o sessuali da parte di un uomo. In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, è stata vittima di violenza. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro o comunque forme di violenze domestiche: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa.
La violenza contro le donne non conosce differenze sociali e culturali, non ha tempo ne confini e rappresenta un'emergenza vergognosa che lede profondamente i diritti e la dignità umana. La violenza contro le donne non è solo fisica: oggi più che mai un’altra forma di violenza, non meno odiosa e diffusa, si perpetua attraverso un uso distorto dei media che spesso propongono un paradigma avvilente della donna offerta come oggetto d'uso e consumo, merce in vendita per celebrare e confermare la potenza maschile.
Il 25 novembre, Giornata mondiale per l'eliminazione mondiale della violenza contro le donne, occorre rilanciare l'impegno di partiti, organismi di parità, associazioni e società civile per contrastare ogni forma di violenza contro le donne, residuato barbarico insopportabile all'interno di una società che vuol dirsi civile.
Le donne di Italia dei Valori chiedono che a partire dalle scuole si avviino azioni educative a largo raggio per contrastare il permanere di stereotipi sessisti e discriminazioni di genere; che si incrementino ad ogni livello politico di prevenzione e di sostegno alle donne vittime di violenza; che si agevoli l’attuazione di programmi di azioni positive e di pari opportunità mirati a valorizzare capacità, competenze e partecipazione femminile in ogni ambito della vita sociale, economica, politica del paese.
Patrizia Saccone - Coordinatrice Regionale Italia dei Valori - Donne Liguria
Maruska Piredda – Presidente commissione Pari Opportunità Regione Liguria

La consigliera Maruska Piredda torna sulla spinosa questione di Bordighera in vista della consegna al Ministro degli Interni della relazione prefettizia sulle istanze di scioglimento del Consiglio Comunale.
«Sono sette mesi che Bordighera è diventata sinonimo di mafia – ha dichiarato la consigliera - e credo sia assolutamente iniquo nei confronti di tutti quei cittadini onesti che vivono e lavorano sul territorio, totalmente estranei a parole quali ‘ndrine, arresti eccellenti, minacce, estorsioni e speculazioni di ogni genere, così come emerge dalle inchieste giudiziarie e giornalistiche.
Forse, se il sindaco avesse affrontato la questione con senso di responsabilità da subito, rassegnando le dimissioni ad inizio estate e decretando ufficialmente la fine dell’attuale legislatura, si sarebbe potuto evitare un clima da “tutti sono colpevoli o forse non lo è nessuno” che poco giova alla serenità della comunità rivierasca e che avvilisce tutti i cittadini perbene, frastornati e umiliati da quanto accaduto in questi mesi. È opportuno accertare con scrupolosità e senza alcuna remora le responsabilità di tutti coloro siano coinvolti, attendere fiduciosi l’esito delle inchieste e punire i responsabili del malaffare, esistente e assolutamente da debellare alla radice, che hanno contribuito ad attribuire a Bordighera la triste nomea di Comune in odore di ‘ndrangheta. Ma nel frattempo è opportuno ridare dignità alla stragrande maggioranza dei cittadini onesti, imprimendo una svolta radicale e garantendo quantomeno la possibilità di riscattarsi da colpe non loro. È necessario voltare pagina, attivando un processo di ricostruzione che veda tutti coinvolti, un patto fra tutte le forze politiche affinché si ritrovi fiducia nelle Istituzioni e nei loro rappresentanti, recuperando il tempo sprecato a far finta che tutto andasse bene.
Oltretutto, almeno da quanto si apprende dai quotidiani, parrebbe che all’interno del rapporto del Prefetto, laddove non si possa parlare di vere e proprie infiltrazioni, si faccia chiaramente riferimento ad un clima di “forte condizionamento” nel Palazzo, giungendo ad un inevitabile scioglimento anzitempo del Consiglio Comunale. C’è da domandarsi allora cosa sperava accadesse il sindaco Bosio in questi mesi, come pensava di uscire da questa empasse sfibrante, come attivarsi per ridare il giusto lustro alla città, offuscata dal ciclone giudiziario e ferma al palo anche dal punto di vista economico, commerciale e turistico».
Maruska Piredda
Consigliere Regionale Italia dei Valori

COMUNICATO STAMPA
L’Italia dei Valori sostiene lo sciopero generale proclamato, in tutte le regioni, dalla Fiom-Cgil per il 28 Gennaio.
«Si tratta – ha spiegato la consigliera regionale Maruska Piredda – di un’adesione imprescindibile, a sostegno dei diritti dei cittadini e dei lavoratori che ad oggi rischiano di trasformarsi in vittime sacrificali di un accordo che nega garanzie per il presente e progettualità per il domani. È per questo motivo che esprimiamo la nostra solidarietà e saremo al fianco dei lavoratori: per dire no in maniera netta e decisa alle violazioni dei diritti di rappresentanza sindacale, per rimarcare l’intoccabilità del diritto d’associazione e ribadire la nostra ferma opposizione alla violazione dei principi e ai valori della Costituzione Italiana e della Democrazia, cedendo ad un ricatto che, nei fatti, stralcia la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere a quale sindacato aderire.»
Maruska Piredda
Consigliere Regionale Italia dei Valori

COMUNICATO STAMPA
A seguito del rimpasto di giunta nel Comune di Imperia, dettato dall’abbandono del vicesindaco Lanteri e dell’assessore al bilancio Calcagno, intervengono la consigliera regionale Maruska Piredda e Gabriele Cascino, assessore regionale e segretario provinciale di Italia dei Valori di Imperia.
«Assistiamo ad un inutile quanto paradossale ritorno al passato – hanno dichiarato i due esponenti IdV - con l’innesto di colonnelli e fedelissimi di Claudio Scajola, il grande fratello rivierasco che per la procura di Imperia rappresenta il nodo di un’associazione a delinquere che ha coordinato in maniera clientelare l’affidamento della concessione del porto turistico e degli appalti riferibili alla sua costruzione. Concessione demaniale che l’ex vicesindaco Lanteri e il sindaco Strescino hanno visto revocare alla Porto Imperia s.p.a., concessione demaniale che rappresenta il nervo scoperto di un’amministrazione in affanno.
Stiamo assistendo ad un’infelice minestrina riscaldata, al reinserimento (spacciato per risolutivo?) dei responsabili dal punto di vista politico del brutto pasticcio che ha gettato nel caos l’amministrazione comunale. Appare allora evidente che la città avrebbe bisogno di altro, forse è davvero arrivato il momento di un azzeramento, totale e definitivo, della giunta comunale e un ritorno alle elezioni quanto prima. Sarebbe un bel gesto di responsabilità del sindaco, un atto sicuramente coraggioso che Strescino dovrebbe compiere al fine di riemergere da questa impasse politica e giudiziaria dai contorni fumosi ma di cui la cittadinanza inizia essere stufa.»
Maruska Piredda Ass. Gabriele Cascino
Consigliere regionale IdV Segretario provinciale IdV Imperia

COMUNICATO STAMPA
Sulla vicenda che ha coinvolto la scuola media di Sestri Ponente, in cui si e' dovuta cancellare la gita di tre giorni di fine anno a causa della carenza di mezzi attrezzati per invalidi, interviene la consigliere regionale Maruska Piredda, presidente della commissione Pari Opportunità della regione Liguria.
«Ciò che è avvenuto è assolutamente scandaloso – spiega la consigliera Piredda -. Il fatto che ancor oggi, nel 2011 , in tutta la Liguria e nel basso Piemonte non si sia trovato un autobus attrezzato con una piattaforma in grado di far salire la carrozzella con la quale una ragazzina di 13 anni raggiunge ogni giorno la propria scuola ha veramente del paradossale.
Quest’increscioso episodio non fa che avvallare i risultati emersi dagli studi dell' Isgi (istituto di studi giuridici internazionali ), per valutare l'impatto della ratifica della convenzione ONU sui disabili , il quale all' art. 27 obbliga gli stati a proteggere e ad assicurare l'esercizio dei loro diritti, non ultimo quello al lavoro. I risultati emersi da questi studi, anche a causa di provvedimenti legislativi infelici degli ultimi due anni e aggravati dalla situazione economica nazionale ed internazionale e dai tagli effettuati al sociale, ci collocano in fondo alla classifica europea e decisamente lontani da Paesi come Olanda e Francia. Come stupirsi di questi dati se oggi ancora non riusciamo a garantire ai nostri figli il diritto di partecipare alle attività scolastiche? Quanti ragazzi e ragazze disabili hanno rinunciato o dovranno rinunciare a partecipare a qualche evento scolastico a causa di carenze da parte delle istituzioni ?
Il fatto che deve far riflettere è che qui non si parla solo di situazioni straordinarie, ma anche banalmente della possibilità di svolgere regolari lezioni di educazione fisica come previste dal programma scolastico per la quale spesso tali ragazzi a causa di palestre per loro inadeguate sono costretti a farsi esonerare .In questi termini, condivido la scelta fatta dagli autisti dell' Amt che hanno ritenuto di non trasportare la ragazza a bordo di un mezzo non idoneo, considerandolo gesto rispettoso nei confronti della stessa che ha il diritto di potersi spostare in sicurezza esattamente come tutti i suoi coetanei .
Mi auguro che il Sindaco corra presto ai ripari per sopperire a questa situazione che lascia un po' l'amaro in bocca e che di certo non costituisce un vanto per la regione Liguria.»
Maruska Piredda
Presidente Pari opportunità Regione Liguria

COMUNICATO STAMPA
Preoccupano i tagli in riferimento alla tratta Genova – Roma da parte di Blu express, società che annuncia un sostanziale dimezzamento dei collegamenti con la Capitale a partire dal 4 maggio.
“Ciò che inquieta – spiega Maruska Piredda, consigliere regionale di Italia dei Valori – non è tanto la riduzione in sé della copertura della tratta, è scontato che soprattutto nei mesi estivi si assista ad una traslazione verso tratte più proficue dal punto di vista turistico, perlopiù internazionali. Lascia perplessi, però, la tempistica con cui Blu Express ha annunciato l’abbattimento della tratta di collegamento con Roma. Siamo ai primi di Maggio e l’anticipo sostanziale nell’adottare strategie idonee ad affrontare le richieste dell’utenza estiva, lascia pensare che quanto accaduto rappresenti in realtà una prima avvisaglia di un progressivo disinteresse verso lo scalo genovese. Questo proprio in un momento così delicato per l’aeroporto Cristoforo Colombo, con l’autorità portuale prossima a collocare il 60% delle sue quote sul mercato. In realtà l’errore che si continua a fare è quello di considerare il problema aeroportuale come circoscritto e slegato dal contesto in cui è inserito.
Ciò è dimostrato dal fatto che i continui investimenti mirati al solo potenziamento delle rotte, anche attraverso compagnie Low Cost, continuano a dimostrarsi insufficienti, relegando il Colombo in un preoccupante isolamento. È opportuno rivedere il piano strategico e logistico della Regione nella sua totalità, considerando che le difficoltà dell’aeroporto non sono assolutamente slegate dalle carenze infrastrutturali e di collegamento via terra dello stesso con le principali città liguri. Sarebbe pertanto necessario dare vita a un progetto molto più articolato che si ponga come obiettivo il risanamento dell’aeroporto attraverso il miglioramento di tutti quegli elementi necessari per renderlo appetibile e funzionale, sia per i turisti che per i liguri stessi.
Dobbiamo considerare che lasciare il Colombo al proprio destino, alimentando il disinteresse di compagnie aeree e gestori verso lo scalo genovese, sarebbe come decapitare la nostra regione, con gravi conseguenze dal punto di vista economico, occupazionale e, ovviamente, del turismo.”
Maruska Piredda
Consigliere regionale Italia dei Valori

FINCANTIERI: SUBITO LE DIMISSIONI DI BONO
I consiglieri regionali di Italia dei Valori Maruska Piredda, Nicolò Scialfa e Stefano Quaini, Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra) e Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà) chiedono, attraverso un ordine del giorno presentato questa mattina, le dimissioni di Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, a sostegno del rilancio della cantieristica ligure, rapinata da un Governo incapace e da una Gestione disinteressata alla salvaguardia e allo sviluppo del Gruppo industriale.
«Vista la criticità della situazione in cui versa la cantieristica ligure – spiegano il consigliere regionale IdV Maruska Piredda - , con 1500 esuberi in Liguria su un totale di 2551 a livello nazionale, e alla luce delle dichiarazioni sibilline di Bono riferite al fatto che le istituzioni locali fossero a conoscenza di un piano industriale scellerato e privo di interesse per il rilancio dell’azienda, riteniamo opportuno palesare da una parte le evidenti responsabilità del Governo, chiedendo le dimissioni del Ministro Tremonti, l’azionista di maggioranza di Fincantieri, ma dall’altra è doveroso rimarcare le colpe della Dirigenza e nello specifico dell’amministratore delegato che, oltre a presentare un piano irricevibile, una vera e propria rapina alla cantieristica, e a tentare goffamente la tattica dello scaricabarile, non si è minimamente preoccupato di azzardare ipotesi circa il possibile rilancio dell’azienda, palesando un’incapacità gestionale evidente. È anche per questo che noi di Italia dei valori ne chiediamo con forza le dimissioni e l’immediata rimozione dall’incarico.»
Sulla stessa linea d’onda anche il capogruppo della Federazione della Sinistra Alessandro Benzi e quello di Sinistra Ecologia e Libertà Matteo Rossi.
«L’ampio fronte apertosi in difesa dei cantieri – spiegano – dimostra l’inadeguatezza delle proposte avanzate dall’Amministratore Delegato Giuseppe Bono che non è minimamente interessato allo sviluppo industriale del Gruppo, quanto piuttosto al suo smantellamento in nome della competizione e del mercato. Se non è in grado di assicurare il rilancio e lo sviluppo dei cantieri liguri riteniamo che l’unica via percorribile siano le dimissioni».
«In questa fase delicata – proseguono Benzi e Rossi - è necessario investire sul futuro della cantieristica e sulla difesa dei diritti dei lavoratori, attraverso commesse pubbliche e intervenendo per l’ammodernamento dei cantieri, a partire dal ribaltamento a mare di Sestri Ponente e l’attuazione di un nuovo piano industriale che preveda una diversificazione dell’offerta: non solo navi da crociera e militari, ma anche traghetti e navi off shore. Solo così si può pensare di rispondere ai bisogni reali del settore, dando vita ad una programmazione economica che, invece di privatizzare, utilizzi le aziende pubbliche per “fare sistema” in una logica di sostegno reciproco.»

13/07/2011
Sezione Comunicati stampa Regione Liguria:
Integrazione dei precari ex Stoppani
Piredda (Idv): “Provvedimento dovuto: non ci sono lavoratori di serie B”
«Il provvedimento approvato ieri in consiglio regionale è un significativo passo in avanti per la definizione del futuro occupazionale di 12 lavoratori e delle loro famiglie. I lavoratori precari hanno svolto e svolgono mansioni di identica importanza rispetto ai colleghi con contratto a tempo indeterminato. Il riconoscimento di parità di trattamento è un atto dovuto».
Così interviene Maruska Piredda, consigliere regionale dell'Idv, sul passaggio in consiglio dell'ordine del giorno che impegna la giunta a eliminare le disparità di trattamento per i dodici lavoratori precari dell'ex Stoppani. «Il punto critico rimane la mancanza di coesione sindacale – puntualizza Piredda – è opportuna una presa di coscienza da parte delle sigle sindacali ad aprire un tavolo di confronto tra le parti per raggiungere l'obiettivo di un'assunzione così da consentire, alla scadenza del 31 dicembre 2011, di poter accedere a qualche forma di mobilità o cassa integrazione per i dodici lavoratori precari».
Maruska Piredda, presidente dell'VIII commissione Pari opportunità in Regione, è anche alla guida dell'Alvip, l'associazione lavoratori vittime del precariato.

COMUNICATO STAMPA
"Testamento Biologico"
In riferimento all’approvazione in Senato del ddl Calabrò sul testamento biologico, disegno di legge che priva nei fatti la libertà di decidere sulla propria esistenza e impone ai medici l’obbligo di alimentare e idratare un individuo anche contro la propria volontà, intervengono i consiglieri regionali di Italia dei Valori Stefano Quaini e Maruska Piredda.
«Ritengo che il non poter decidere come porre fine alla propria esistenza – spiega Maruska Piredda - sia una grave violazione della libertà personale, nonché una mancanza di rispetto nei confronti della vita.
Se è vero infatti che coloro che hanno voluto questa legge ritengono, basandosi su un concetto prettamente religioso, che l’uomo non abbia diritto di intervenire nell’interruzione della propria esistenza, è altresì vero che intervenire laddove questa, senza l’intervento dell’uomo, sarebbe già terminata sia comunque una forzatura di quello che rappresenta il decorso naturale della vita.
Abbiamo dato prova di essere una società che crede nell’esistenza del solo diritto di vivere. Vita al di là del dolore e della sofferenza, quasi fosse un dovere davanti al quale abbiamo dimenticato che l’essere umano, così come tutti gli altri esseri viventi, arriverà inevitabilmente al termine della propria esistenza. E dimenticandolo si è omesso di tutelare il diritto ad una morte dignitosa. »
Appare evidente che l’aspetto più controverso di tutto il testo di legge è il considerare l’idratazione e l’alimentazione artificiale forme di sostegno vitale, non potendo pertanto formare oggetto di dichiarazioni anticipate e privando i singoli della libertà di decidere
«È incredibile – prosegue Stefano Quaini - che si stia vendendo come valida una legge degna del Medioevo. Il nostro governo dovrebbe guardare fuori dai confini nazionali ed imparare molto da paesi più civili del nostro che su queste tematiche da tempo rispettano la volontà dei pazienti e della persona. Si è spacciato per scientifico e corretto dal punto di vista sanitario qualcosa che è solamente aberrante e completamente vuoto di dignità scientifica: ritenere di idratare e nutrire forzatamente, allungandone le sofferenze, pazienti purtroppo condannati dalla gravità delle loro patologie, è una vera e propria violenza ai diritti ed alla volontà di chi scientemente aveva manifestato totale opposizione a ciò. Più che popolo della libertà sarebbe opportuno parlare di popolo dell’imposizione alla persona.»

Manifestazione Fiom 5 Settembre 2011 ore 20.30
Nella giornata del 31 Agosto la dirigenza del Dipartimento Lavoro IdV si è incontrata presso la Camera del Lavoro con i vertici della Fiom insieme a altre associazioni e comitati per discutere sull’opportunità di organizzare una manifestazione che anticipasse e sensibilizzasse la popolazione in vista dello sciopero del 6 Settembre.
Si è deciso di fissare l’appuntamento per il 5 Settembre a Milano in Piazza Affari a partire dalle ore 20.30.
L’Italia dei Valori, in questo momento di forte incertezza, ha deciso di aderire alla manifestazione e di partecipare per informare tutti i cittadini sul piano scapestro che questo Governo vuole adottare: una finanziaria svuota tasche a partire dalla fascia più debole, una manovra pessima proposta da un Governo senza maggioranza, una presa in giro ad un intero Paese che sulle pensioni sta violando il patto tra Stato e cittadini e in generale sta violando gli spazi di democrazia.
Maurizio Zipponi
Maruska Piredda

Vigili del fuoco discontinui in Liguria
“In Liguria è scattato lo stato di massima allerta incendi e i vigili del fuoco discontinui di Genova da tre mesi sono senza stipendio”. A denunciare la tanto paradossale quanto grave situazione è Maruska Piredda, consigliere regionale Idv e presidente della commissione Pari opportunità.
Per i lavoratori genovesi, che da giugno non percepiscono un euro, si è aggiunta, in questi giorni, al danno anche la beffa quando dall’ufficio contabilità del comando di Genova è stato comunicato che le buste paga erano finalemte pronte, ma mancava la firma del funzionario del ministero degli Interni, indispensabile per l’erogazione dei compensi.
“Dalle comunicazioni pervenute dal dipartimento ministeriale – dice Piredda – il funzionario risulta irreperibile. Se, come ci è stato detto, il responsabile è davvero in ferie, mentre lui si gode le vacanze, molti vigili del fuoco si sono visti tagliare la luce in casa perché in arretrato con il pagamento delle bollette. Se i vigili del fuoco avessero lo stesso senso di responsabilità di certi dirigenti romani, probabilmente in Italia non ci esisterebbe più neppure un ettaro di bosco”.
Maruska Piredda, che è anche presidente di Alvip, l’associazione nazionale vittime del precariato, spiega l’entità del fenomeno dei vigili del fuoco discontinui: “In Italia sono circa 16 mila, 200 solo a Genova. I ritardi con cui percepiscono i propri compensi, che si aggirano sui mille euro al mese, oscilla tra i tre e i sei mesi. Il loro ruolo non è quello di semplici “tappabuchi”. Anche se il loro impegno è a chiamata e dovrebbero servire solo in caso di particolari emergenze, in realtà sono indispensabili a garantire i requisiti minimi di sicurezza su scala nazionale. Inoltre spesso vivono nel precariato da oltre trent’anni e l’assunzione, con i tagli alla sicurezza, è per loro diventata un miraggio”.
Piredda ricorda che in Italia c’è un vigile del fuoco ogni 3 mila abitanti, mentre le norme europee ne prevedono uno ogni mille. “Ricorrere ai vigili del fuoco discontinui è ormai una prassi, vista la carenza di organico cronica di molti comandi sul territorio italiano. I vigili del fuoco sono sempre più spesso sottoposti a turni di 12 ore, le squadre escono con un numero di uomini inferiore a quello stabilito dalla legge e d’estate, se alle ferie si aggiunge qualche malattia, capita che alcuni comandi chiudano i battenti mettendo a serio rischio il presidio del territorio”.
Per i lavoratori genovesi, Piredda auspica una rapida soluzione del “disguido burocratico”. “Se la situazione si protrarrà – assicura Piredda – porterò la questione in consiglio regionale e all’attenzione della commissione competente”.

No ad iniziative xenofobe
«La popolazione della vallata sta dando prova di grande umanità e solidarietà nei confronti dei trenta profughi». Ad accertarsi della situazione degli immigrati che da tre settimane sono ospiti dell'ex ospedale di Busalla è Maruska Piredda, consigliere regionale dell'Idv e presidente della commissione Pari opportunità. «Da quanto ho appreso direttamente dai responsabili della onlus che opera al Frugone, gli abitanti di tutti i Comuni della zona si sono mobilitati e hanno raccolto capi di vestiario per i ragazzi che sono arrivati in Italia privi di effetti personali. Grazie alla collaborazione con il Comune di Busalla e alcune associazioni del territorio, i giovani immigrati daranno il proprio apporto nell'organizzazione di alcune sagre che si terranno a settembre. Inoltre, grazie alla disponibilità di un insegnante in pensione di Casella, a breve partiranno i corsi di italiano che sono stati fortemente richiesti dai giovani immigrati». Anche il Busalla Calcio, società che milita nel campionato di Eccellenza ligure, è, ed è proprio il caso di dirlo, sceso in campo. «I dirigenti – conferma Piredda – hanno raccolto molte scarpe che giovedì consegneranno ai ragazzi e hanno in progetto di organizzare con loro un evento sportivo».
I profughi, di origini ghanese e nigeriana, resteranno a Busalla almeno fino al 31 dicembre. «I volontari che li assistono – rassicura Piredda – mi hanno confermato che la situazione all'interno della struttura è di assoluta tranquillità. L'accoglienza riservata dai cittadini di Busalla ai trenta profughi dimostra quanto la gente comune, libera dalle logiche di partito, sia disponibile all'integrazione e alla solidarietà».
Piredda, infine, esprime una dura condanna verso il reclutamento delle milizie nazionaliste organizzato da Gaetano Saya, leader del Partito nazionalista italiano e del nuovo Msi. «Iniziative xenofobe di questo genere sono un'offesa a tutto il popolo italiano, composto da persone che, come nel caso di Busalla, fanno della solidarietà e della disponibilità verso i meno fortunati una fede autentica. Se, come annunciato, dovesse svolgersi una manifestazione di questi nostalgici a fine settembre a Genova, non ho dubbi che sarà netta la presa di posizione della cittadinanza. Come dimostrano i fatti del 30 giugno del 1960, i genovesi non hanno mai esitato a scendere in piazza a difesa della democrazia».

Immigrazione- Agosto 2011
Non la pensa così è Maruska Piredda, consigliere regionale dell’IdV e presidente della commissione Pari opportunità, che punta il dito contro il ministro Maroni: “In base agli accordi presi dal Viminale con il governo tunisino e ratificati nel decreto dello scorso 7 aprile – spiega Piredda – l’Italia si è impegnata ad accogliere 25 mila profughi che, oltre a dover rispondere al requisito di rifugiati, non possono avere reati alle spalle. Mi domando, però: chi fa i controlli sul passato di questi migranti? Chi garantisce sulla loro integrità morale e sulla loro fedina penale? Solo il ministro Maroni può e deve dare risposte in tal senso e chiedere al governo tunisino un maggiore controllo sui flussi in uscita dal paese”.

Sirti, Piredda (Idv): “Protesta necessaria contro lo smantellamento del settore Tlc”
Domani mattina Maruska Piredda, consigliere regionale e responsabile Lavoro Welfare dell’Italia dei Valori in Liguria e Lombardia, partecipa al corteo organizzato dai lavoratori Sirti a Milano, con partenza in piazzale Loreto.
«In Italia – dichiara Piredda – stiamo assistendo al progressivo smantellamento di aziende leader del settore delle Tlc-Ict, tra cessioni di rami d’azienda, delocalizzazioni ed esternalizzazioni in subappalti che rischiano di frammentare il panorama delle imprese dell’innovazione, mettendo a serio rischio il futuro del comparto e di tutti gli addetti. La protesta è necessaria: non possiamo permetterci che il Paese perda altri posti di lavoro e il know how maturato in settori strategici come quelli delle telecomunicazioni».
Sirti, azienda che opera nella telefonia, impianti e reti, ha circa 4mila dipendenti in Italia, di cui un centinaio nelle sedi genovesi.
Milano, 23 maggio 2012

Cartiera Bormida di Murialdo, Piredda (Idv): “Imboccata la strada giusta, ora lavoriamo per concludere la procetura”
Maruska Piredda, consigliere regionale e responsabile Lavoro Welfare di Italia dei Valori per Liguria e Lombardia, commenta l’esito dell’incontro con la proprietà della cantiera Bormida di Murialdo che si è svolto ieri nella sede di Soncino in provincia di Cremona.
«Dopo una trattativa durata circa cinque ore è stata raggiunta l’intesa di avviare la procedura di affitto di ramo d’azienda a un operatore del settore. Qualora la procedura d’affitto andasse a buon fine, questa comporterebbe anche il diritto di prelazione da parte dello stesso acquirente.
Quanto avviato oggi ritengo sia il percorso giusto da seguire perché garantisce la speranza di un futuro occupazionale ai 41 dipendenti della cartiera e la ripresa immediata delle attività. Certamente la procedura rimane molto complessa, soprattutto in relazione allo stato attuale dello stabilimento che, come sappiamo, si trova in una situazione di sofferenza, conseguenza del fermo prolungato delle macchine e di alcuni furti che si sono verificati all’interno del sito produttivo. Da parte mia e del collega Stefano Quaini, posso con certezza ribadire tutto il nostro impegno e la nostra disponibilità a svolgere un ruolo attivo affichè la procedura si concluda al più presto e nei termini più vantaggiosi per tutte le parti interessate, continuando a monitorarne le varie fasi che si susseguiranno nei prossimi giorni».

Mediaset, Piredda (Idv): “Aprire subito un tavolo con azienda e sindacati”
Domani, venerdì 20 luglio, dalle 14 alle 15, Maruska Piredda, consigliere regionale e responsabile Lavoro Welfare per Liguria e Lombardia di Italia dei Valori, parteciperà al presidio di protesta organizzato dai lavoratori di Videotime, l'azienda controllata da Mediaset, sotto la sede centrale di Cologno Monzese.
«La protesta si è resa necessaria – spiega Piredda – dopo che l'azienda ha rifiutato qualsiasi forma di confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Secondo il piano di ristrutturazione annunciato da Mediaset, è prevista la cessione di ramo d'azienda della controllata Videotime che, in dieci regioni, tra cui la Liguria con nella sede di Multedo, realizza programmi tv e servizi giornalistici.
A Genova sono circa venti i tecnici che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro a breve, su un totale di 74 in Italia. La preoccupazione, espressa anche dai giornalisti Mediaset che sciopereranno 8 ore, è che l'esternalizzazione di Videotime sia il primo passo per l'abbandono dei presidi regionali da parte dell'azienda. Pur comprendendo che la scure della crisi economica si sia abbattuta anche sulle reti Mediaset determinandone un calo negli utili derivante dalla diminuzione del 10% rispetto al 2011 nella raccolta pubblicitaria, ritengo fondato il timore da parte dei giornalisti del gruppo che, tra tagli ed esternalizzazioni a service, a rimetterci sarà la qualità dell'informazione. Pertanto, un buon punto di partenza sarebbe aprire un tavolo con i sindacati e trovare misure alternative alla cessione di Videotime, iniziando a realizzare un Piano editoriale e industriale che a oggi risulta mancare».

Erzelli, Piredda (Idv):”Misure di prevenzione dell’illegalità nei cantieri e assistenza alle imprese che denunciano pressioni illecite”
È stato approvato all’unanimità questa mattina dal consiglio regionale l’ordine del giorno presentato da Maruska Piredda, consigliere regionale di Italia dei Valori, che impegna la giunta ad attivare “un’analisi attenta sulla diffusione del malaffare e sull’incidenza globale sui costi complessivi che investitori pubblici e privati stanno sostenendo per il progetto” del Parco scientifico tecnologico degli Erzelli.
“In seguito alle denunce di alcuni imprenditori – ricorda Piredda – la magistratura sta svolgendo degli accertamenti per verificare il fondamento delle minacce di ritardo dei pagamenti ricevute da imprese subappaltatrici da parte di tre impiegati dell’Aurora costruzioni spa, l’impresa che, per conto di Genova High Tech spa, ha i compiti di construction management”.
“Secondo quanto finora è emerso – spiega Piredda – parrebbe che alcuni ingegneri dell’Aurora costruzioni avrebbero estorto tangenti in cambio del rilascio del documento che attesta l’avanzamento dei lavori, carta essenziale che consente alla ditta appaltatrice di ricevere il pagamento per i lavori svolti. In attesa che la giustizia faccia il proprio corso e che vengano stabilite le responsabilità nelle sedi giudiziarie competenti, ho chiesto che la giunta si attivi per verificare se ci siano ricadute sul costo finale del progetto, dato che, risulterebbe dalle denunce, una decina di ditte avrebbero versato tangenti pari al 2-3% del costo complessivo del lavoro svolto. Inoltre sarebbe ipotizzabile la prassi di fatture gonfiate atte a giustificare l’esborso illecito di denaro da parte delle ditte subappaltanti.
Visto che gli investimenti per la realizzazione del nuovo parco tecnologico sono stimabili intorno al miliardo di euro e comprendono un importante impegno da parte degli enti locali in opere infrastrutturali e in progetti di ricerca e sull’innovazione, ho chiesto anche che la giunta intervenga presso le istituzioni competenti per prevenire forme di illegalità nella gestione degli appalti e subappalti, intraprendendo, di concerto con enti e istituzioni interessate, forme adeguate di controllo e vigilanza. Pertanto con questo ordine del giorno si impegna la giunta anche a individuare misure di assistenza, per esempio un numero verde dedicato e punti ascolto, di concerto con le associazioni di categoria, per le imprese che denunciano pressioni illecite”.

Nokia Siemens Networks: il tempo stringe
Mancano pochi giorni al 9 di ottobre, quando si svolgerà l'incontro decisivo al ministero del Lavoro durante il quale si dovrebbe definire il destino dei 385 lavoratori della Nokia Siemens Networks, la joint venture finnotedesca delle Tlc-Ict che a maggio aveva annunciato 580 esuberi su 1.100 unità (il 53% della forza lavoro di NSN in Italia).
Italia dei Valori ha seguito in questi mesi la lunga e difficile vertenza dei lavoratori, di cui ha condiviso e condivide le ragioni della protesta e le posizioni. Alla luce dei diversi incontri avuti con le Rsu di NSN, sosteniamo le loro richieste, presentate all'azienda, di valutare ipotesi di misure concordate, come la mobilità volontaria e la cassa integrazione a rotazione.
Sino a oggi, viste le continue fumate nere come unico risultato di una serie di incontri al Mise, l'intervento del governo è stato, a dir poco, inefficace. L'azienda ribadisce di voler rimanere sulle proprie posizioni iniziali e, a oggi, l'unica concessione fatta è stata di posticipare la data delle procedure di mobilità.
Sebbene il piano di ridimensionamento deciso da Nokia Siemens interessi molte delle proprie sedi nel mondo, ricordiamo che saranno proprio quelle in Italia a subire i tagli più pesanti con dismissioni di attività, in parte delocalizzate in altri Paesi, per esempio in Portogallo.
Il rischio, che più volte abbiamo denunciato, è quello che i licenziamenti di NSN, oltre a mettere in ginocchio centinaia di famiglie, provochino la dispersione di un sapere tecnologico, che, al contrario, dovrebbe essere preservato con le unghie e con i denti da chi dice di credere che il futuro della manifattura italiana non possa prescindere dall'innovazione.
A questo punto auspichiamo che il governo recuperi terreno e strappi a un'azienda, che dall'Italia ha avuto tanto in termini di profitto, almeno il ricorso ad ammortizzatori sociali, conservativi dell’occupazione e solidali, alternativi ai licenziamenti come pure prevede la legislazione italiana.

Il caso Wind: un esempio da seguire per il settore Tlc
Sono molte le vertenze che in questi mesi abbiamo seguito nel settore delle telecomunicazioni. Realtà diverse ma con un denominatore comune: l’esigenza dichiarata da parte delle multinazionali di una riorganizzazione, all’insegna dei tagli, delle esternalizzazioni e delle cessioni di rami d’azienda. Abbiamo assistito ad autentici tiri alla fune con i lavoratori da una parte a difesa del proprio posto di lavoro e dall’altra aziende che non arretravano di un passo nelle loro posizioni. Purtroppo per molti lavoratori questo tiro alla fune, estenuante, ancora continua. Come nel caso dei 380 lavoratori della Nokia Siemens Networks che da maggio a oggi hanno ottenuto solo il continuo slittamento della data dopo la quale si prospetta la loro messa in mobilità, lasciando con fiato sospeso centinaia di famiglie. Oppure nella vicenda Ericsson, la multinazionale delle Tlc che, dopo aver chiesto e ottenuto finanziamenti pubblici per oltre 41 milioni di euro per la sede di Genova, ha annunciato esuberi per 374 dipendenti in tutta Italia, di cui ben 94 proprio nel capoluogo ligure.
Noi di Italia dei Valori da mesi diciamo che può esistere un modello diverso, che ponga dalla stessa parte lavoratori e imprese per trovare vie alternative, condivise e mettere la parola fine a questo inutile gioco al massacro che impoverisce tutto il tessuto economico e produttivo d’eccellenza che ancora è presente in Italia.
La fondatezza di questa convinzione, che a certi “professori” potrebbe sembrare “folle”, arriva dalla soluzione della vertenza dei lavoratori Wind, che abbiamo seguito fin da subito.
Il 10 ottobre, dopo ben quaranta ore di trattative, infatti, è stata scongiurata la cessione della rete, salvaguardando così gli attuali livelli occupazionali dell’azienda. L’accordo sottoscritto dall’azienda, da lavoratori e sindacati propone un modello industriale che mette al centro, in controtendenza rispetto ad altre realtà dello stesso settore, i dipendenti, come risorsa principale a disposizione dell’impresa. L’accordo, secondo i sindacati, sviluppa un modello organizzativo più efficiente e produttivo, oltre a legare il salario aziendale di secondo livello ai risultati dell’impresa, salvaguarda l’intero perimetro occupazionale scongiurando la cessione di 1.700 dipendenti. Inoltre, nell’accordo sottoscritto, la responsabilità d’impresa è stata estesa anche ai lavoratori degli appalti, che ottengono così maggiori garanzie contrattuali.
Nel protocollo d’intesa non sono previste operazioni di societarizzazione ed esternalizzazione, tramite cessioni di ramo d’azienda, per il periodo 2012-2017 con particolare attenzione al customer care, It e rete. Inoltre, è stato costituito un organismo paritetico bilaterale (lavoratori, sindacati e azienda) per monitorare la condizione economica, l’andamento del business e la verifica dell’applicazione del protocollo d’intesa.
Wind (che nel 2011 ha vinto l’asta per le frequenze LTE con l’acquisizione di sei blocchi di frequenza simmetrici) ha deciso di investire in Italia e di puntare sulle proprie risorse umane. Un esempio che, auspichiamo, sia seguito anche dalle altre aziende delle telecomunicazioni, ancora arroccate in quello che riteniamo sia un infruttuoso modus operandi perché ancora si fonda sulla superata concezione del lavoratore come un costo da tagliare invece che una risorsa da valorizzare.

Istituti di custodia attenuata, Piredda (Idv): “Indispensabili per garantire un’adeguata crescita ai figli di genitori detenuti”
«La presenza di bambini di età inferiore ai tre anni nel carcere di Pontedecimo insieme alle madri detenute è una situazione che dura ormai da troppo tempo e per la quale urge una veloce soluzione». Così Maruska Piredda, consigliere regionale dell’Italia dei Valori e presidente dell’VIII commissione Pari opportunità, che questa mattina ha presentato un’interrogazione urgente al presidente e all’assessore competente in merito all’individuazione, nel Comune di Genova, di uno stabile che possa essere adibito a Istituto di custodia attenuata per madri detenute con figli (Icam).
«Secondo i dati del Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria – spiega Piredda – oggi nel carcere di Pontedecimo è presente una detenuta con un figlio di due anni e mezzo e a luglio erano addirittura due. Ho avuto modo di constatare, durante un sopralluogo qualche mese fa, quale sia la situazione in cui sono costrette a vivere queste mamme con i propri figli piccoli per i quali solo l’impegno e la cura prestati dagli agenti di custodia rendono meno amara l’esperienza carceraria. Tuttavia, anche a causa dell’ormai cronica carenza di organico con 400 agenti in meno rispetto ai previsti 1.300 circa nelle 7 case circondariali liguri e al sovraffollamento (1.935 detenuti contro i 1.088 di capienza prevista), non è più possibile pensare di delegare alla sola sensibilità degli agenti di custodia il compito di alleviare i traumi a cui bambini così piccoli possono andare incontro dopo mesi di permanenza in carcere.
Inoltre, la legge n.62/2011 prevede l’istituzione delle case famiglia protette proprio per madri e padri con figli di età inferiore ai 10 anni. Una legge che ha avuto anche un seguito nell’intesa stipulata nella Conferenza Stato-città e Autonomie locali, con cui si prevede l’obbligo per gli enti locali di individuare edifici con caratteristiche atte a ospitare gli Istituti di custodia attenuata.
Regioni come la Lombardia hanno già un Icam, altre, come Veneto e Toscana, se ne stanno dotando. Nell’interrogazione, chiedo pertanto quali percorsi la Regione ha intrapreso per individuare, di concerto con gli enti locali, una sede per Icam nel territorio ligure, auspicando un concreto impegno affinché al più presto anche la Liguria attui le disposizioni previste dalla legge, indispensabili per garantire adeguati rapporti familiari tra i genitori detenuti e i figli e, contestualmente, un equilibrato sviluppo del minore».
Genova, 7 novembre 2012

Ericsson, Piredda (Idv): “Possibili spiragli nel prossimo incontro a Roma”
«Ritengo molto positivi l’impegno preso dalla giunta in merito alla difficile vertenza Ericsson e la disponibilità espressa dall’assessore Guccinelli di ricorrere, come extrema ratio, alla revoca dell’accordo di programma sui finanziamenti regionali qualora l’azienda non faccia un passo indietro rispetto ai 94 esuberi annunciati, pari al 12% dell’attuale forza lavoro della sede di Genova». Così Maruska Piredda, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, che questa mattina ha presentato un’interrogazione sulla situazione occupazionale di Ericsson Telecomunicazioni spa.
«Giovedì prossimo – spiega Piredda – si terrà un importante incontro tra azienda e sindacati per cui è auspicabile un rientro, almeno parziale, degli esuberi e perché gli esodi siano davvero volontari e non soltanto il frutto di pressioni sui lavoratori da parte dell’azienda. Inoltre, siamo fiduciosi sull’incontro che a breve si terrà a Roma tra il presidente Burlando e il ministro Passera proprio per discutere del futuro di Ericsson a Genova e dal quale potrebbero emergere importanti novità per il destino dei lavoratori genovesi.
Ricordo che lo scorso 19 maggio Regione Liguria, Comune e provincia di Genova insieme con i ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca hanno firmato con la multinazionale svedese l’accordo di programma che prevede un finanziamento complessivo di 41,9 milioni di euro (11 milioni di Regione Liguria di cui 5,3 quale contributo alla spesa e 5,7 in forma di credito agevolato a valere sull’Asse 1 – Misura 1.1 del POR-FESR 2007-2013; 24 milioni del MIUR, di cui circa 5 milioni a titolo di contributo e circa 19 milioni come credito agevolato; 6,9 milioni del Mise, di cui circa 4,6 milioni quale contributo alla spesa e 2,3 milioni come contributo in conto interessi) per lo sviluppo di programmi di ricerca nel nuovo Centro dell’azienda all’interno del Parco scientifico e tecnologico di Erzelli.
I 41,9 milioni di euro stanziati sarebbero dovuti essere finalizzati anche a potenziare la presenza di un’importante multinazionale delle telecomunicazioni sul nostro territorio, valorizzando il know how di tecnici ed ingegneri, con aspettative di crescita occupazionale per Genova e di tutto il comparto dell’hi tech ligure.
Anche alla luce della piega che ha preso la situazione di Ericsson, ritengo sarebbe opportuno intraprendere una riflessione politica di più ampio respiro perché in futuro si metta al riparo i lavoratori delle multinazionali che, abbiamo visto, troppo spesso sono prontissime a sottoscrivere accordi per ricevere finanziamenti pubblici e altrettanto celeri nel comunicare piani di ridimensionamento. Forse, anche l’Italia, come già la Germania, dovrebbe pensare a mettere paletti più fermi nelle condizioni di insediamento dei grandi gruppi e quindi anche delle tlc, ponendo al primo posto la salvaguardia dei livelli occupazionali nell’ottica di un profitto più equo».
Genova, 13 novembre 2012

COMUNICATO STAMPA
Fisia Italimpianti, Piredda: “Contraddittorio comportamento dell’azienda”
Il consigliere regionale di Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione sul futuro occupazionale dei 140 lavoratori dell’azienda del Gruppo Impregilo, di cui un centinaio in cassa integrazione da nove mesi.
«L’impegno espresso dall’assessore Vesco sul mantenimento degli ammortizzatori sociali in deroga anche nel 2013 per i circa 100 lavoratori in cassa è sicuramente confortante, tuttavia emergono forti contraddizioni nel comportamento dell’azienda che andrebbero quanto meno chiarite in attesa che siano risolte». Questo il commento di Maruska Piredda, consigliere regionale di Italia dei Valori, che questa mattina ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale per conoscere le intenzioni della giunta in merito alla vertenza che coinvolge 140 dipendenti della sede genovese, di cui oggi una cinquantina in cassa a zero ore e sessanta in cassa a rotazione. «La contraddizione – spiega Piredda – è rappresentata dal fatto che, secondo fonti sindacali, da una parte l’azienda mette in cassa i dipendenti, dall’altra continua a mantenere gli stessi dirigenti, ben 22, oltre a pagare cinque o sei consulenti esterni. Se l’azienda è, come dice, in crisi per mancanza di commesse e per lo scenario economico negativo attuale, perché tiene invariato il proprio management? Esempi recenti di stato di crisi, vedi il caso di Fiera di Genova spa, insegnano che le prime risorse umane a cui si tende a rinunciare sono proprio i dirigenti e non i dipendenti che svolgono mansioni operative.
Inoltre, nell’accordo d’intesa sottoscritto in Regione, il Gruppo Impregilo, proprietario di Fisia e capofila del Cociv (general contractor per la realizzazione del Terzo Valico), si è impegnato a impiegare il maggior numero dei dipendenti possibile proprio nei lavori di progettazione della nuova opera ferroviaria. A oggi, ci risulta che solo tre lavoratori siano stati destinati a seguire alcuni progetti del Cociv e che non siano tra quelli in cassa, ma tra quelli ancora in organico. A questo punto auspico che, nell’incontro che si terrà il prossimo 4 dicembre in Confindustria, l’azienda fornisca un quadro più chiaro delle strategie contenute nel proprio piano industriale anche alla luce di eventuali nuove commesse all’estero. Da parte nostra, assicuriamo pieno appoggio all’assessore Vesco in tutte le azioni che diano attuazione all’accordo d’intesa siglato a marzo, sostenuto anche da un ordine del giorno approvato all’unanimità a fine febbraio, riguardante la salvaguardia di un’eccellenza come Fisia, tra le tre realtà al mondo, unica in Italia, operanti nella progettazione e realizzazione di impianti di dissalazione delle acque».
Genova, 13 novembre 2012

Piredda: “La parrucca supporto indispensabile per affrontare la malattia”
Il consigliere regionale di Italia dei Valori e presidente della commissione Pari opportunità presenta un ordine del giorno affinché anche in Liguria siano individuate forme di supporto per le donne che, alla perdita dei capelli, debbano ricorrere all'acquisto di una protesi tricologica, il cui costo medio è di circa 366 euro.
Maruska Piredda, consigliere regionale dell'Italia dei Valori e presidente della commissione VIII Pari opportunità, nella prossima seduta del consiglio regionale presenterà un ordine del giorno “sulle misure di supporto per l'acquisto di parrucche a favore di donne e bambine residenti in Liguria affette da alopecia a seguito di trattamento chemioterapico e radioterapico”. «Oggi nella nostra regione – spiega Piredda – non sono previsti né rimborsi né agevolazioni né contributi per l'acquisto di protesi tricologiche per malate oncologiche. In altre regioni, per esempio Piemonte e Toscana, le pazienti affette da tumori o da altre patologie che provocano la perdita dei capelli possono usufruire di un aiuto economico per l'acquisto di una parrucca. Secondo quanto riportato da recenti ricerche della Lilt e dalle numerose testimonianze che mi sono pervenute, indossare una parrucca nel momento della perdita dei propri capelli aiuta in modo efficace ad affrontare meglio la patologia, a reagire alle cure che, com'è noto, provocano effetti devastanti sia a livello psicologico sia fisico nelle pazienti. Purtroppo, vista la situazione attuale di profonda crisi economica, sempre meno pazienti hanno le possibilità di acquistare una parrucca, che costa in media 336 euro.
Secondo la Lega italiana per la lotta contro i tumori, il 35% delle donne che ricorrono a cure chemioterapiche e radioterapiche acquista una parrucca, che nel 95% dei casi è stata comprata a completo carico della famiglia. Sempre secondo i dati diffusi dalla Lilt, per il 47% delle donne lavoratrici affette da un tumore c'è una riduzione del reddito mediamente del 44%. Dalle molte testimonianze raccolte, le donne spesso ricorrono alla mutua assentandosi dal lavoro conseguenzialmente alla progressiva perdita dei capelli, vissuta come un momento di profonda crisi identitaria, di genere e causa di profondi stati depressivi. È evidente quindi che ricorrere alla parrucca per una donna non sia un vezzo estetico, ma sia indispensabile per affrontare la propria malattia e conservare la “normalità” dei propri rapporti sociali. Molte donne, infatti, alla caduta dei capelli, si rifiutano, anche comprensibilmente, di uscire di casa, di andare al lavoro. Questo comporta, oltre a un grave danno psicologico nelle pazienti, anche costi sociali molto pesanti: secondo la Lilt, addirittura il 7% delle donne rinuncia al proprio lavoro.
Siamo consapevoli che, a causa dei recenti tagli alla sanità ligure attuati da questo governo, le risorse a disposizione della Regione siano ridotte al lumicino. Tuttavia, in attesa che siano reperite forme di supporto economico, penso che un primo passo possa essere fatto individuando apposite convenzioni con centri estetici, di concerto con le associazioni di categoria, per l'acquisto di parrucche a favore di donne e bambine residenti in Liguria affette da alopecia a seguito di trattamento chemioterapico e radioterapico. Inoltre, dato che a oggi le informazioni su dove rivolgersi per l'acquisto di una parrucca viaggiano soprattutto attraverso il passaparola, chiederò che la Regione si attivi, fin da subito, di concerto con le associazioni di categoria e la Lilt, nella creazione di percorsi informativi rivolti alle pazienti oncologiche sui centri per il supporto psicologico e per l'eventuale acquisto di parrucche».
Genova, 20 novembre 2012

Maruska Piredda è il nuovo capogruppo di Italia dei Valori nel consiglio
regionale della Liguria.
«Con il collega Stefano Quaini e l'assessore Cascino – commenta Piredda –
continueremo il lavoro intrapreso in questi due anni e mezzo di legislatura
dal gruppo di Italia dei Valori. La grande partecipazione all'incontro di
questa mattina con il presidente Di Pietro a Genova da parte degli iscritti
e dei simpatizzanti è il segno evidente del radicamento del partito sul
territorio e della voglia di partecipazione dei cittadini».